Il Nostro Centro di Medicina Specialistica Chirurgica a Roma

Eccellenza nella consulenza e valutazione chirurgica nel cuore della capitale

Jacini Medical rappresenta un punto di riferimento per la medicina specialistica di chirurgia generale a Roma, offrendo ai pazienti un servizio completo di consulenza, diagnosi e valutazione pre-operatoria per tutte le principali patologie di interesse chirurgico. Il nostro centro si distingue per l'approccio personalizzato alla salute del paziente, combinando competenza medica specialistica, strumentazione diagnostica all'avanguardia e un'attenzione particolare al benessere di ogni persona che si affida alle nostre cure.

La chirurgia generale è una branca della medicina che si occupa della diagnosi e del trattamento di patologie che possono richiedere un approccio chirurgico, riguardanti principalmente l'apparato digerente, la parete addominale, la tiroide, la mammella e i tessuti molli. Il chirurgo generale è il medico specialista che valuta la necessità di un intervento chirurgico, propone le diverse opzioni terapeutiche disponibili e accompagna il paziente nel percorso decisionale più appropriato per la sua condizione clinica.

Perché scegliere Jacini Medical per la vostra consulenza chirurgica

Presso il nostro centro di medicina specialistica comprendiamo che rivolgersi a un chirurgo può generare preoccupazione e ansia. La parola "chirurgia" evoca spesso timori e interrogativi: sarà necessario operarmi? L'intervento è urgente? Quali sono i rischi? Quanto tempo richiederà il recupero? Per questo motivo abbiamo creato un ambiente accogliente dove il paziente si sente ascoltato, compreso e informato in modo chiaro e trasparente su ogni aspetto della sua situazione clinica.

La nostra équipe di chirurghi generali vanta anni di esperienza nella valutazione e nel trattamento delle patologie chirurgiche più comuni, avendo seguito centinaia di pazienti con problematiche diverse, dalle ernie addominali alla calcolosi della colecisti, dalle patologie tiroidee alle emorroidi, dalle lesioni cutanee ai noduli mammari. Ogni medico del nostro team si aggiorna costantemente sulle più recenti tecniche chirurgiche e sulle nuove opzioni terapeutiche, garantendo ai pazienti le migliori indicazioni secondo i protocolli della medicina basata sull'evidenza.

La visita chirurgica: un momento fondamentale di dialogo e valutazione

La visita chirurgica specialistica rappresenta un momento cruciale nel percorso di cura. Non è semplicemente un'occasione per decidere se operare o meno, ma un'opportunità per comprendere a fondo la natura del problema, valutare tutte le opzioni disponibili (conservative, farmacologiche o chirurgiche), ricevere informazioni dettagliate sui benefici e sui rischi di ciascun approccio, e prendere una decisione consapevole e condivisa con il medico.

Durante la visita chirurgica presso Jacini Medical, il chirurgo dedica il tempo necessario per ascoltare la storia del paziente, esaminare la documentazione clinica precedente, effettuare un accurato esame obiettivo e illustrare con chiarezza la situazione clinica. Il nostro obiettivo non è semplicemente quello di stabilire se un intervento chirurgico sia necessario, ma di fornire al paziente tutti gli elementi per comprendere la sua condizione e scegliere il percorso terapeutico più adatto alle sue esigenze, ai suoi desideri e al suo stile di vita.

Quando rivolgersi al chirurgo generale

Molte persone si chiedono quando sia opportuno consultare un chirurgo generale. Esistono diverse situazioni che possono richiedere una valutazione chirurgica specialistica. La comparsa di un rigonfiamento o gonfiore nella regione inguinale, ombelicale o addominale può indicare la presenza di un'ernia, condizione che richiede sempre una valutazione chirurgica per determinare l'opportunità e l'urgenza dell'intervento.

Dolori addominali ricorrenti, specialmente se localizzati nella parte superiore destra dell'addome e associati ai pasti grassi, possono suggerire la presenza di calcoli della colecisti (cistifellea), patologia che il chirurgo generale è chiamato a valutare per decidere se sia indicato un intervento di colecistectomia. Problemi proctologici come emorroidi, ragadi anali, fistole perianali o prolasso rettale richiedono spesso una consulenza chirurgica specialistica per stabilire il trattamento più appropriato, che può spaziare dalla terapia conservativa a quella chirurgica mininvasiva.

La scoperta di noduli o tumefazioni alla tiroide, al seno o in altre sedi del corpo necessita sempre di una valutazione specialistica per determinarne la natura (benigna o maligna) e stabilire l'eventuale indicazione chirurgica. Lesioni cutanee come lipomi, cisti sebacee, fibromi, nevi sospetti o altre neoformazioni cutanee possono richiedere l'asportazione chirurgica sia per motivi estetici che per escludere patologie più serie.

Sintomi come difficoltà alla deglutizione, sensazione di corpo estraneo in gola, raucedine persistente o gonfiore al collo possono indicare problematiche tiroidee che necessitano di valutazione chirurgica. Anche sanguinamenti rettali, cambiamenti delle abitudini intestinali, perdita di peso inspiegata o anemia dovrebbero sempre essere valutati da uno specialista per escludere patologie che potrebbero richiedere un intervento chirurgico.

Il ruolo del chirurgo generale nella medicina moderna

È importante comprendere che il chirurgo generale moderno non è semplicemente un operatore che esegue interventi chirurgici. Il chirurgo è innanzitutto un medico specialista che valuta globalmente il paziente, ne studia la storia clinica, esegue un esame obiettivo accurato, prescrive gli accertamenti diagnostici necessari, interpreta i risultati degli esami e propone il percorso terapeutico più appropriato.

In molti casi, la visita chirurgica non si conclude con l'indicazione all'intervento. Numerose patologie di interesse chirurgico possono infatti essere gestite in modo conservativo, con terapia medica, modifiche dello stile di vita o semplice osservazione nel tempo. Il chirurgo ha il compito di valutare quando l'approccio chirurgico sia realmente necessario e quando invece sia possibile adottare strategie alternative meno invasive.

Quando l'intervento chirurgico risulta indicato, il chirurgo generale spiega al paziente in cosa consiste la procedura, quale tecnica verrà utilizzata (chirurgia tradizionale "open", laparoscopica, mininvasiva, ambulatoriale), quali sono i benefici attesi, quali i rischi e le possibili complicanze, quale sarà la durata dell'ospedalizzazione e dei tempi di recupero, quali precauzioni adottare nel periodo post-operatorio.

Approccio multidisciplinare e integrato

Presso Jacini Medical crediamo fermamente nell'importanza di un approccio multidisciplinare alle patologie chirurgiche. Molte condizioni che richiedono valutazione chirurgica beneficiano di una gestione integrata che coinvolge diversi specialisti. Per esempio, un paziente con patologia tiroidea può necessitare della collaborazione tra chirurgo generale, endocrinologo, radiologo e, in alcuni casi, oncologo.

Un paziente con patologia mammaria viene seguito da un team che può includere chirurgo generale o senologo, radiologo, oncologo, anatomo-patologo e chirurgo plastico. Le patologie proctologiche complesse possono richiedere la collaborazione tra chirurgo generale, proctologo, gastroenterologo e in alcuni casi urologo o ginecologo per la gestione dei disturbi del pavimento pelvico.

Il nostro centro facilita questo approccio integrato, mettendo a disposizione dei pazienti la possibilità di consultare diversi specialisti in modo coordinato, garantendo una presa in carico globale e personalizzata. Questa modalità di lavoro garantisce che ogni aspetto della patologia venga considerato e che il piano terapeutico sia il più completo ed efficace possibile.

Tecnologie diagnostiche e consulenza pre-operatoria

Jacini Medical dispone di strumentazione diagnostica moderna che consente di eseguire molti degli accertamenti necessari per la valutazione delle patologie chirurgiche direttamente presso il nostro centro. L'ecografia dell'addome, della tiroide, dei tessuti molli e di altri distretti corporei può essere eseguita dal chirurgo stesso o da radiologi specializzati, fornendo informazioni immediate e precise per orientare la diagnosi.

La possibilità di disporre rapidamente di esami strumentali adeguati accelera notevolmente il percorso diagnostico, evitando al paziente di doversi recare in strutture diverse per eseguire gli accertamenti. Questo approccio integrato migliora l'efficienza del percorso di cura e riduce i tempi di attesa per giungere alla diagnosi definitiva e alla decisione terapeutica.

Quando viene posta indicazione chirurgica, il chirurgo fornisce al paziente tutte le informazioni necessarie per affrontare l'intervento con serenità: illustra la preparazione richiesta, gli esami pre-operatori da eseguire, le modalità di ricovero, l'anestesia che verrà praticata, le cure post-operatorie e il follow-up necessario. Questa fase di consulenza pre-operatoria è fondamentale per ridurre l'ansia del paziente e garantire la migliore collaborazione possibile.

Accessibilità e tempi di attesa ridotti

Una delle caratteristiche distintive del nostro centro è l'assenza di lunghe liste d'attesa per la visita chirurgica specialistica. Comprendiamo che quando si sospetta una patologia che potrebbe richiedere un intervento chirurgico, l'attesa prolungata genera ansia e preoccupazione. Per questo motivo organizziamo il nostro servizio in modo da garantire appuntamenti in tempi rapidi, permettendo ai pazienti di ricevere una valutazione chirurgica qualificata senza inutili ritardi.

Il nostro centro è situato in una posizione comoda e facilmente raggiungibile a Roma, con buona accessibilità e disponibilità di parcheggio nelle vicinanze. Gli orari di apertura sono studiati per venire incontro alle esigenze di tutti, inclusi coloro che lavorano e hanno difficoltà a recarsi dal medico durante la settimana.

Un approccio umano alla medicina chirurgica

Oltre alla competenza tecnica e alla preparazione scientifica, ciò che distingue Jacini Medical è l'approccio umano alla medicina. Crediamo fermamente che un buon chirurgo non debba solo essere tecnicamente preparato, ma anche capace di instaurare un rapporto di fiducia con il paziente, di comprendere le sue preoccupazioni, di rispettare i suoi timori, di spiegare con chiarezza e semplicità ogni aspetto della diagnosi e della terapia proposta, di rispondere a dubbi e domande con pazienza e disponibilità.

La decisione di sottoporsi a un intervento chirurgico è sempre importante e deve essere presa in modo consapevole e condiviso. Il paziente ha il diritto di ricevere tutte le informazioni necessarie per comprendere la propria condizione clinica, i benefici e i rischi dell'intervento proposto, le eventuali alternative terapeutiche disponibili. Solo attraverso un dialogo aperto e trasparente è possibile raggiungere una decisione veramente condivisa, che tenga conto non solo degli aspetti medici ma anche dei desideri, delle aspettative e dello stile di vita del paziente.

Visita Specialistica e Principali Ambiti di Intervento 

La visita chirurgica generale: come si svolge

La visita chirurgica generale presso Jacini Medical è strutturata per fornire al paziente una valutazione completa e approfondita della sua condizione clinica. L'appuntamento ha una durata adeguata per permettere al chirurgo di dedicare il tempo necessario a ogni fase della consultazione, senza la fretta che caratterizza purtroppo molti ambulatori sovraccarichi.

La visita inizia sempre con un colloquio approfondito durante il quale il chirurgo raccoglie l'anamnesi del paziente. Questa fase è estremamente importante e comprende diverse componenti. Il chirurgo chiede al paziente di descrivere i sintomi che lo hanno portato alla consultazione: quando sono comparsi, come si manifestano, quanto sono intensi, se vi sono fattori che li peggiorano o li migliorano, se interferiscono con le attività quotidiane.

Vengono poi raccolte informazioni sulla storia medica personale del paziente: malattie pregresse, interventi chirurgici precedenti, ricoveri ospedalieri, allergie note (specialmente a farmaci, anestetici o materiali chirurgici), farmaci attualmente assunti. La storia medica familiare è altrettanto importante: alcune patologie chirurgiche hanno una componente ereditaria (come alcuni tumori della tiroide o del colon) e conoscere la presenza di malattie in famiglia aiuta il chirurgo a valutare meglio il rischio individuale.

Il chirurgo indaga anche sullo stile di vita del paziente: abitudine al fumo (che influenza il rischio chirurgico e la guarigione delle ferite), consumo di alcol, tipo di alimentazione, livello di attività fisica, tipo di lavoro svolto. Tutte queste informazioni sono rilevanti per formulare una valutazione completa e per personalizzare le raccomandazioni terapeutiche.

Dopo la fase anamnestica, il chirurgo procede con l'esame obiettivo. Questa è la fase in cui il medico visita effettivamente il paziente, esaminando la regione del corpo interessata dalla problematica. L'esame obiettivo varia ovviamente a seconda della patologia sospetta: per un'ernia inguinale il chirurgo palperà la regione inguinale chiedendo al paziente di tossire o di effettuare manovre che aumentino la pressione addominale; per un nodulo tiroideo palperà il collo valutando dimensioni, consistenza e mobilità della tumefazione; per un problema proctologico potrà essere necessaria un'ispezione e una palpazione della regione anale.

Durante l'esame obiettivo, il chirurgo valuta anche le condizioni generali del paziente: stato nutrizionale, presenza di cicatrici chirurgiche precedenti, segni di altre patologie rilevanti. In alcuni casi, può essere necessario anche un esame più generale dell'addome per escludere altre problematiche o per pianificare meglio un eventuale intervento.

Al termine dell'esame obiettivo, il chirurgo esamina tutta la documentazione clinica che il paziente ha portato con sé: esami del sangue, ecografie, TAC, risonanze magnetiche, endoscopie, referti istologici, lettere di dimissione di precedenti ricoveri. L'analisi di questa documentazione è fondamentale per inquadrare correttamente il caso clinico e per evitare di ripetere inutilmente esami già eseguiti.

A questo punto, il chirurgo è in grado di formulare una diagnosi (o un'ipotesi diagnostica) e di illustrare al paziente la situazione clinica. Questa fase di spiegazione è cruciale: il chirurgo deve essere in grado di tradurre in parole semplici e comprensibili concetti medici che possono essere complessi, di utilizzare immagini o schemi quando necessario, di verificare che il paziente abbia compreso effettivamente la sua condizione.

Se la diagnosi non è ancora certa, il chirurgo prescrive gli accertamenti diagnostici necessari per completare l'inquadramento del caso: esami del sangue, esami strumentali (ecografia, TAC, risonanza magnetica, endoscopia), biopsie o agoaspirati. Molti di questi esami possono essere eseguiti direttamente presso il nostro centro, facilitando il percorso diagnostico.

Una volta definita la diagnosi, il chirurgo discute con il paziente le opzioni terapeutiche disponibili. Non sempre la chirurgia è la prima scelta: molte patologie possono essere gestite inizialmente in modo conservativo, con terapia medica, modifiche dello stile di vita o semplice monitoraggio nel tempo. Il chirurgo spiega quando l'intervento chirurgico diventa necessario, quali sono le diverse tecniche chirurgiche disponibili, quali sono i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna opzione.

Se viene posta indicazione chirurgica, il chirurgo fornisce informazioni dettagliate sull'intervento proposto: in cosa consiste, quanto dura, che tipo di anestesia richiede, se può essere eseguito in day surgery (con dimissione in giornata) o richiede un ricovero più prolungato, quali sono i rischi e le possibili complicanze, quali saranno i tempi di recupero e quando il paziente potrà riprendere le normali attività quotidiane e lavorative.

Al termine della visita, il paziente ha una comprensione chiara della sua situazione clinica e del percorso terapeutico proposto. Viene programmato, se necessario, un controllo successivo per valutare l'evoluzione della situazione o per programmare l'eventuale intervento chirurgico. Il paziente può naturalmente contattare il centro in qualsiasi momento per chiarimenti o per comunicare variazioni dei sintomi.

Chirurgia della parete addominale: ernie e laparoceli

La chirurgia della parete addominale rappresenta uno degli ambiti più comuni della chirurgia generale. Le ernie della parete addominale sono estremamente frequenti nella popolazione: si stima che circa il 25-30% degli uomini svilupperà un'ernia inguinale nel corso della vita. Le donne sono meno colpite, ma non risparmiate.

Un'ernia si verifica quando una porzione di organo interno (generalmente intestino o tessuto adiposo) fuoriesce attraverso un punto di debolezza o un difetto della parete muscolare addominale. I tipi più comuni di ernie sono: l'ernia inguinale (nella regione inguinale, può estendersi allo scroto nell'uomo), l'ernia ombelicale (nella regione dell'ombelico, molto comune nei neonati ma può comparire anche negli adulti), l'ernia epigastrica (sulla linea mediana dell'addome, tra l'ombelico e lo sterno), l'ernia crurale o femorale (meno comune, tipica delle donne anziane).

I sintomi tipici di un'ernia includono la comparsa di un rigonfiamento o gonfiore nella sede dell'ernia, che generalmente è più evidente quando si sta in piedi, quando si tossisce o quando si compiono sforzi, e tende a ridursi o scomparire quando ci si sdraia. Il rigonfiamento può essere accompagnato da dolore, senso di peso o di fastidio, bruciore locale. Nelle ernie iniziali i sintomi possono essere molto lievi o addirittura assenti.

La diagnosi di ernia è generalmente clinica, ovvero il chirurgo è in grado di fare diagnosi semplicemente visitando il paziente e palpando la regione interessata. In alcuni casi, specialmente nelle donne obese o quando la diagnosi non è chiara, può essere utile eseguire un'ecografia della parete addominale o una TAC per confermare la presenza dell'ernia e valutarne le caratteristiche.

Una volta diagnosticata un'ernia, il chirurgo deve decidere se è indicato l'intervento chirurgico e, in caso affermativo, quando eseguirlo. Le ernie non guariscono spontaneamente (fanno eccezione le piccole ernie ombelicali dei neonati che possono chiudersi da sole entro il primo anno di vita). Al contrario, tendono a ingrandirsi progressivamente nel tempo. Per questo motivo, la maggior parte delle ernie sintomatiche viene operata.

L'intervento chirurgico per l'ernia (chiamato ernioplastica o erniorrafia) può essere eseguito con diverse tecniche. La tecnica tradizionale "open" prevede un'incisione nella regione dell'ernia, la riduzione del contenuto erniario all'interno della cavità addominale, e il rinforzo della parete con una rete protesica che impedisce la recidiva dell'ernia. Questa tecnica viene generalmente eseguita in anestesia locale con sedazione o in anestesia spinale, ha una durata di 30-60 minuti, e permette nella maggior parte dei casi la dimissione del paziente in giornata.

La tecnica laparoscopica prevede invece piccole incisioni sull'addome attraverso le quali vengono introdotti strumenti chirurgici e una telecamera. L'intervento viene eseguito in anestesia generale. Questa tecnica è particolarmente indicata nelle ernie bilaterali (presenti su entrambi i lati) o nelle recidive di ernie già operate. Ha il vantaggio di causare meno dolore post-operatorio e di permettere un recupero più rapido, ma richiede un'anestesia generale e ha un costo leggermente superiore.

Recentemente si stanno diffondendo anche tecniche robotiche per il trattamento delle ernie, che offrono i vantaggi della laparoscopia con una maggiore precisione chirurgica, ma hanno costi più elevati e non sono ancora disponibili in tutti i centri.

I laparoceli sono ernie che si formano nella sede di precedenti incisioni chirurgiche. Dopo un intervento addominale, i punti di sutura della parete muscolare possono allentarsi o cedere, creando un difetto attraverso il quale può formarsi un'ernia. I laparoceli possono essere piccoli e asintomatici o molto voluminosi e invalidanti. Il loro trattamento è sempre chirurgico e spesso più complesso rispetto alle ernie primitive, richiedendo tecniche di ricostruzione della parete addominale con utilizzo di reti protesiche di grandi dimensioni.

Chirurgia della colecisti e delle vie biliari

La colecisti (o cistifellea) è un piccolo organo a forma di pera situato sotto il fegato, che ha la funzione di raccogliere e concentrare la bile prodotta dal fegato. La bile viene poi rilasciata nell'intestino durante i pasti per aiutare la digestione dei grassi. La patologia più comune della colecisti è la calcolosi biliare (presenza di calcoli, ovvero sassolini, all'interno della colecisti).

I calcoli biliari sono estremamente frequenti: si stima che circa il 10-15% della popolazione adulta abbia calcoli alla colecisti, con una prevalenza maggiore nelle donne, negli obesi, nelle persone oltre i 40 anni e in chi ha familiarità per questa condizione. Molte persone con calcoli biliari sono completamente asintomatiche e scoprono casualmente la presenza dei calcoli durante un'ecografia addominale eseguita per altri motivi.

Quando i calcoli biliari causano sintomi, il più caratteristico è la colica biliare: un dolore intenso localizzato nella parte superiore destra dell'addome (ipocondrio destro), sotto le costole, che può irradiarsi alla schiena, alla spalla destra o tra le scapole. Il dolore tipicamente compare 1-2 ore dopo un pasto abbondante o ricco di grassi, dura da 15 minuti a diverse ore, e può essere accompagnato da nausea e vomito.

La diagnosi di calcolosi biliare si basa sull'ecografia addominale, che è in grado di visualizzare i calcoli con grande precisione. In alcuni casi possono essere necessari esami più approfonditi come la colangio-risonanza magnetica o la ERCP (colangiopancreatografia retrograda endoscopica) per studiare le vie biliari.

I pazienti con calcoli biliari asintomatici (scoperti casualmente) generalmente non richiedono trattamento chirurgico e vengono semplicemente seguiti nel tempo. L'intervento chirurgico viene invece consigliato quando i calcoli causano sintomi ricorrenti, quando si verificano complicanze (colecistite acuta, pancreatite, ittero ostruttivo), o in alcune categorie di pazienti a rischio (diabetici, pazienti con colecisti "a porcellana", pazienti candidati a trapianto d'organo).

L'intervento di asportazione della colecisti si chiama colecistectomia. Oggi viene quasi sempre eseguito con tecnica laparoscopica: attraverso 4 piccole incisioni sull'addome vengono introdotti gli strumenti chirurgici e una telecamera, e la colecisti viene asportata dall'interno dell'addome e estratta attraverso una delle piccole incisioni. L'intervento dura circa 30-60 minuti, viene eseguito in anestesia generale, e richiede generalmente un ricovero di 1-2 notti. Il recupero è rapido: la maggior parte dei pazienti riprende le normali attività entro 1-2 settimane.

In una piccola percentuale di casi (circa il 5-10%) può essere necessario convertire l'intervento laparoscopico in chirurgia tradizionale "open" con un'incisione più ampia, a causa di difficoltà tecniche o di complicanze intraoperatorie. Dopo la rimozione della colecisti, la bile fluisce continuamente dal fegato all'intestino senza essere più accumulata e concentrata nella colecisti. La maggior parte dei pazienti non avverte alcuna differenza nella digestione, mentre una piccola percentuale può riferire feci più morbide o frequenti, specialmente dopo pasti ricchi di grassi.

Chirurgia proctologica: emorroidi e patologie ano-rettali

La proctologia è la branca della chirurgia generale che si occupa delle patologie dell'ano e del retto. Le patologie proctologiche sono estremamente comuni ma spesso i pazienti sono riluttanti a parlarne per imbarazzo o pudore. È importante invece rivolgersi tempestivamente al medico quando compaiono sintomi proctologici, poiché molte di queste condizioni peggiorano se trascurate e inoltre alcuni sintomi apparentemente banali (come il sanguinamento rettale) possono in realtà nascondere patologie più serie.

Le emorroidi sono la patologia proctologica più frequente. Si tratta di cuscinetti vascolari normalmente presenti nel canale anale che hanno la funzione di contribuire alla continenza fecale. Le emorroidi diventano patologiche quando si dilatano, si infiammano o prolassano al di fuori dell'ano. I sintomi più comuni delle emorroidi sintomatiche sono il sanguinamento rettale (sangue rosso vivo sulla carta igienica o che gocciola nel water), il prurito anale, il dolore, il senso di peso o di corpo estraneo, il prolasso (fuoriuscita delle emorroidi dall'ano).

Le emorroidi vengono classificate in quattro gradi a seconda della gravità del prolasso: le emorroidi di primo grado non prolassano, quelle di secondo grado prolassano durante la defecazione ma rientrano spontaneamente, quelle di terzo grado prolassano e devono essere riposizionate manualmente, quelle di quarto grado sono permanentemente prolassate e non possono essere riposizionate.

Il trattamento delle emorroidi dipende dal grado e dalla sintomatologia. Le emorroidi di primo e secondo grado vengono generalmente trattate con terapia medica (creme, pomate, supposte, farmaci per bocca), modifiche della dieta (aumento delle fibre e dell'idratazione), regolarizzazione dell'alvo. Se la terapia conservativa non è sufficiente, si può ricorrere a trattamenti ambulatoriali mininvasivi come la legatura elastica (applicazione di piccoli elastici alla base delle emorroidi per farle necrotizzare e cadere) o la scleroterapia.

Le emorroidi di terzo e quarto grado richiedono generalmente il trattamento chirurgico. L'emorroidectomia tradizionale (asportazione chirurgica delle emorroidi) è un intervento efficace ma doloroso nel post-operatorio. Recentemente si sono diffuse tecniche chirurgiche più moderne e meno dolorose come la emorroidopessi con suturatrice meccanica (tecnica di Longo) o la dearterializzazione emorroidaria transanale (THD), che danno ottimi risultati con minor dolore post-operatorio e recupero più rapido.

La ragade anale è un'ulcerazione lineare del canale anale, generalmente causata da traumi meccanici durante l'evacuazione di feci dure. I sintomi caratteristici sono il dolore intenso durante e dopo la defecazione (che può durare ore) e il sanguinamento rettale di modesta entità. Le ragadi acute (di recente insorgenza) guariscono generalmente con terapia medica (pomate anestetiche, rilassanti della muscolatura anale, lassativi). Le ragadi croniche, che non guariscono con la terapia medica, possono richiedere il trattamento chirurgico con sfinterotomia laterale interna.

Le fistole anali sono tragitti patologici che mettono in comunicazione il canale anale con la cute perianale. Originano generalmente da un ascesso anale (raccolta di pus) che si è drenato spontaneamente o è stato inciso chirurgicamente. I sintomi sono la fuoriuscita di secrezione purulenta o siero-ematica dall'orifizio esterno della fistola, dolore, gonfiore perianale. Il trattamento delle fistole è sempre chirurgico e può essere semplice o complesso a seconda del decorso della fistola e del suo rapporto con i muscoli dello sfintere anale.

Il prolasso rettale è la fuoriuscita del retto attraverso l'ano. Può essere parziale (prolassa solo la mucosa rettale) o completo (prolassa l'intera parete rettale). Colpisce prevalentemente donne anziane ed è spesso associato a incontinenza fecale e a disturbi della defecazione. Il trattamento è chirurgico e può essere eseguito per via addominale (con tecnica tradizionale o laparoscopica) o per via perineale.

La visita proctologica può generare imbarazzo nel paziente, ma è fondamentale per una corretta diagnosi. Il proctologo esegue un'ispezione della regione perianale e un'esplorazione rettale digitale. In molti casi è necessaria anche un'anoscopia (esame del canale anale con uno speciale strumento) o una rettoscopia (esame del retto). Questi esami, sebbene possano causare un certo fastidio, sono generalmente ben tollerati e forniscono informazioni diagnostiche essenziali.

Chirurgia della tiroide e delle paratiroidi

La tiroide è una ghiandola endocrina situata nella parte anteriore del collo, a forma di farfalla, che produce ormoni fondamentali per il metabolismo, la crescita e lo sviluppo. Le patologie tiroidee di interesse chirurgico sono numerose e molto comuni, specialmente nelle donne.

I noduli tiroidei sono estremamente frequenti: si stima che circa il 50% della popolazione adulta abbia noduli tiroidei, anche se la maggior parte sono di piccole dimensioni e vengono scoperti casualmente durante ecografie del collo eseguite per altri motivi. La grande maggioranza dei noduli tiroidei è benigna, ma una piccola percentuale (circa il 5-10%) può essere maligna.

La valutazione di un nodulo tiroideo inizia sempre con esami del sangue per valutare la funzione tiroidea (TSH, FT3, FT4) e con un'ecografia tiroidea che permette di visualizzare il nodulo, misurarne le dimensioni, valutarne le caratteristiche (solido, cistico, misto), e identificare eventuali segni ecografici sospetti per malignità (margini irregolari, microcalcificazioni, ipervascolarizzazione, forma più alta che larga).

Quando un nodulo presenta caratteristiche ecografiche sospette o supera determinate dimensioni, viene eseguito un agoaspirato tiroideo ecoguidato. Si tratta di un esame ambulatoriale che consiste nel prelevare, con un ago sottile guidato dall'ecografia, alcune cellule dal nodulo tiroideo per l'esame citologico. L'agoaspirato permette nella maggior parte dei casi di stabilire se il nodulo è benigno o maligno, o se presenta caratteristiche indeterminate che richiedono ulteriori approfondimenti.

Le indicazioni all'intervento chirurgico sulla tiroide includono: noduli con citologia maligna o sospetta all'agoaspirato (carcinoma tiroideo accertato o sospetto), noduli voluminosi che causano sintomi compressivi (difficoltà a respirare, a deglutire, senso di costrizione al collo), gozzo multinodulare voluminoso, gozzo immerso nel torace (gozzo endotoracico), ipertiroidismo da morbo di Basedow non controllabile con terapia medica, noduli iperfunzionanti (adenomi tossici) che causano tireotossicosi.

L'intervento chirurgico sulla tiroide può essere una lobectomia (asportazione di metà tiroide, indicata per noduli singoli benigni o sospetti localizzati in un solo lobo) o una tiroidectomia totale (asportazione completa della tiroide, indicata in caso di carcinoma tiroideo, gozzo multinodulare bilaterale, morbo di Basedow). In caso di carcinoma tiroideo, alla tiroidectomia può essere associata la linfoadenectomia (asportazione dei linfonodi del collo).

L'intervento di tiroidectomia viene eseguito in anestesia generale, dura 1-3 ore a seconda della complessità del caso, richiede un ricovero di 1-3 notti. Negli ultimi anni si sono diffuse tecniche mininvasive che permettono di eseguire l'intervento attraverso incisioni molto piccole (3-4 cm) con ottimi risultati estetici. Il recupero post-operatorio è generalmente rapido: la maggior parte dei pazienti riprende le normali attività entro 1-2 settimane.

Le possibili complicanze della chirurgia tiroidea includono: lesione del nervo laringeo ricorrente (che controlla le corde vocali) con conseguente disfonia (abbassamento della voce), generalmente transitoria ma in rari casi permanente; ipoparatiroidismo (ridotta funzione delle paratiroidi con conseguente ipocalcemia) che può essere transitorio o permanente; ematoma cervicale; problemi di cicatrizzazione. Quando l'intervento viene eseguito da un chirurgo esperto in chirurgia tiroidea, il rischio di complicanze permanenti è molto basso (inferiore al 2-3%).

Dopo tiroidectomia totale, il paziente deve assumere per tutta la vita la terapia sostitutiva con ormone tiroideo (levotiroxina) per compensare la mancanza della ghiandola asportata. Dopo lobectomia, circa il 70-80% dei pazienti mantiene una funzione tiroidea normale con il lobo residuo e non necessita di terapia sostitutiva.

Chirurgia dei tessuti molli: lipomi, cisti, neoformazioni cutanee

La chirurgia dei tessuti molli comprende l'asportazione di neoformazioni benigne o maligne localizzate nella cute e nel sottocute. Molte di queste lesioni sono estremamente comuni e vengono rimosse sia per motivi estetici che per escludere patologie più serie.

I lipomi sono tumori benigni costituiti da tessuto adiposo (grasso). Sono molto comuni, possono comparire in qualsiasi sede del corpo, ma sono più frequenti sul tronco, sul collo, sulle spalle e sugli arti. Si presentano come masse sottocutanee morbide, mobili, generalmente indolori, che crescono lentamente nel tempo. La diagnosi è generalmente clinica, ma in caso di dubbio può essere eseguita un'ecografia dei tessuti molli. I lipomi non richiedono necessariamente l'asportazione chirurgica a meno che non causino fastidio, dolore, problemi estetici o crescano rapidamente di dimensioni.

Le cisti sebacee (più correttamente chiamate cisti epidermiche) sono formazioni cistiche localizzate nel derma, contenenti materiale cheratinico. Si presentano come noduli sottocutanei, generalmente di 1-5 cm di diametro, con un piccolo poro centrale. Possono rimanere asintomatiche per anni o infiammarsi e infettarsi, causando dolore, arrossamento e fuoriuscita di materiale purulento maleodorante. Le cisti sebacee infiammate richiedono inizialmente un trattamento antibiotico; l'asportazione chirurgica completa della cisti (inclusa la capsula) viene eseguita successivamente a freddo per evitare recidive.

I fibromi penduli (o acrocordoni) sono piccole escrescenze cutanee peduncolate, molto comuni specialmente sul collo, nelle ascelle e nell'inguine. Sono completamente benigni ma possono essere fastidiosi o antiestetici. L'asportazione è semplice e può essere eseguita ambulatorialmente con diverse tecniche (escissione chirurgica, elettrocoagulazione, crioterapia).

I nei (o nevi melanocitici) sono lesioni pigmentate molto comuni. La grande maggioranza dei nei è benigna, ma una piccola percentuale può trasformarsi in melanoma, un tumore maligno della pelle molto aggressivo. È importante sottoporsi a controlli periodici dei nei (mappatura dei nei) ed eseguire l'asportazione chirurgica dei nei che presentano caratteristiche sospette secondo i criteri ABCDE: Asimmetria, Bordi irregolari, Colore disomogeneo, Dimensioni superiori a 6 mm, Evoluzione (cambiamento nelle caratteristiche del neo).

Le cisti del polso (o gangli) sono tumefazioni cistiche che si formano in prossimità delle articolazioni o dei tendini, più frequentemente al polso. Contengono liquido gelatinoso e possono essere asintomatiche o causare dolore e limitazione funzionale. Possono essere trattate con aspirazione del liquido con ago o con asportazione chirurgica della cisti.

L'asportazione chirurgica di lesioni dei tessuti molli può essere eseguita in anestesia locale ambulatorialmente per lesioni superficiali e di piccole-medie dimensioni, o in anestesia generale con day surgery o breve ricovero per lesioni più profonde o voluminose. La diagnosi definitiva viene sempre fornita dall'esame istologico del pezzo operatorio asportato.

Patologie Chirurgiche Specialistiche e Gestione Del Percorso Di Cura 

Patologie dell'apparato digerente di interesse chirurgico

L'apparato digerente è sede di numerose patologie che possono richiedere valutazione e trattamento chirurgico. Oltre alla già citata calcolosi biliare, altre condizioni comuni includono l'appendicite, la diverticolite, la malattia da reflusso gastroesofageo complicata, le neoplasie gastro-intestinali.

L'appendicite acuta è l'infiammazione acuta dell'appendice, un piccolo diverticolo del colon situato nella parte inferiore destra dell'addome. È una delle cause più comuni di addome acuto chirurgico e può colpire persone di qualsiasi età, anche se è più frequente nei giovani adulti. I sintomi tipici includono dolore addominale che inizia attorno all'ombelico e si sposta nella fossa iliaca destra, nausea, vomito, febbre, perdita di appetito. La diagnosi si basa sulla clinica e viene confermata da esami del sangue (che mostrano aumento dei globuli bianchi) e dall'ecografia o TAC addominale.

L'appendicite acuta richiede trattamento chirurgico urgente (appendicectomia) per evitare la perforazione dell'appendice con conseguente peritonite. L'intervento viene oggi quasi sempre eseguito in laparoscopia, ha una durata di 30-60 minuti, e richiede un ricovero di 1-3 giorni. Il recupero è rapido e la prognosi è eccellente quando l'intervento viene eseguito tempestivamente.

La diverticolosi del colon è una condizione molto comune, specialmente negli anziani, caratterizzata dalla presenza di diverticoli (piccole estroflessioni a forma di sacchetto) nella parete del colon. La maggior parte delle persone con diverticolosi non ha sintomi. In alcuni casi però i diverticoli possono infiammarsi (diverticolite acuta) causando dolore addominale (generalmente nella parte sinistra), febbre, alterazioni dell'alvo. La diverticolite acuta non complicata viene trattata con terapia medica (antibiotici, dieta). Nei casi più gravi o in presenza di complicanze (ascesso, perforazione, fistole, stenosi), può essere necessario l'intervento chirurgico di resezione del tratto di colon interessato.

L'ernia iatale è la risalita di una porzione dello stomaco nel torace attraverso lo iato esofageo del diaframma. Può causare reflusso gastroesofageo (risalita di acido dallo stomaco nell'esofago) con sintomi come bruciore retrosternale, rigurgito acido, tosse, raucedine. La maggior parte delle ernie iatali viene trattata con terapia medica (inibitori di pompa protonica, modifiche della dieta e dello stile di vita). L'intervento chirurgico (fundoplicatio secondo Nissen, generalmente eseguita in laparoscopia) viene riservato ai casi in cui la terapia medica non sia efficace o in presenza di complicanze come esofagite severa, stenosi esofagea, esofago di Barrett.

Le neoplasie dell'apparato digerente (esofago, stomaco, colon, retto, pancreas, fegato) rappresentano patologie oncologiche importanti che richiedono una gestione multidisciplinare complessa. La diagnosi precoce è fondamentale per migliorare la prognosi. Per questo motivo sono molto importanti i programmi di screening (come la colonscopia per il tumore del colon-retto nelle persone sopra i 50 anni) che permettono di identificare lesioni pre-cancerose o tumori in fase iniziale quando sono ancora completamente curabili con la chirurgia.

Chirurgia mammaria e patologia senologica

La patologia mammaria rappresenta un ambito estremamente importante della chirurgia generale, dato che il tumore della mammella è il tumore più frequente nelle donne. Fortunatamente, grazie ai programmi di screening mammografico e ai progressi delle terapie, la mortalità per tumore mammario è in costante diminuzione.

Ogni donna dovrebbe sottoporsi a controlli senologici periodici: autopalpazione mensile del seno, visita senologica annuale dopo i 30-35 anni, mammografia ogni 1-2 anni dopo i 40-50 anni (a seconda dei fattori di rischio individuali), ecografia mammaria quando indicata dal medico. La scoperta di un nodulo al seno, di un'area di ispessimento, di retrazioni cutanee o del capezzolo, di secrezioni dal capezzolo (specialmente se ematiche), richiede sempre una valutazione senologica specialistica.

La diagnostica senologica si basa su tre esami complementari (la cosiddetta "tripla diagnosi"): visita senologica con palpazione del seno e dei linfonodi ascellari, imaging (mammografia e/o ecografia mammaria), esame citologico o istologico (agoaspirato o agobiopsia del nodulo). La concordanza dei risultati di questi tre esami permette di formulare una diagnosi accurata nella grande maggioranza dei casi.

Le lesioni mammarie benigne più comuni sono: fibroadenomi (noduli benigni, più frequenti nelle giovani donne), cisti (formazioni contenenti liquido), mastopatia fibrocistica (seno "grumoso" con nodularità diffusa e dolore specialmente prima del ciclo mestruale), papillomi intraduttali (causano secrezioni dal capezzolo). Queste lesioni benigne vengono generalmente gestite con semplice osservazione nel tempo, a meno che non causino sintomi importanti o preoccupazione nella paziente, nel qual caso possono essere asportate chirurgicamente.

Quando viene diagnosticato un tumore mammario, il trattamento è sempre chirurgico, associato a terapie adiuvanti (chemioterapia, radioterapia, ormonoterapia) quando indicate. L'intervento può essere conservativo (quadrantectomia o tumorectomia, asportazione del solo tumore con margini di tessuto sano circostante, conservando la maggior parte della mammella) o demolitivo (mastectomia, asportazione dell'intera mammella). La scelta dipende dalle dimensioni e dalla localizzazione del tumore, dal rapporto tra dimensioni del tumore e volume della mammella, dalla presenza di multifocalità, dal desiderio della paziente.

Alla chirurgia della mammella si associa sempre la valutazione dei linfonodi ascellari, che può essere eseguita con biopsia del linfonodo sentinella (tecnica mininvasiva che prevede l'asportazione solo del primo linfonodo di drenaggio) o con linfoadenectomia ascellare (asportazione di tutti i linfonodi ascellari, riservata ai casi con linfonodi clinicamente o istologicamente positivi).

Dopo mastectomia, la donna può sottoporsi a ricostruzione mammaria, che può essere immediata (nello stesso tempo chirurgico della mastectomia) o differita (in un secondo tempo). La ricostruzione può essere eseguita con protesi mammarie o con lembi autologhi (utilizzo di tessuti propri della paziente prelevati da altre sedi come l'addome o la schiena).

La gestione del paziente nel percorso chirurgico

Quando viene posta indicazione all'intervento chirurgico, il paziente entra in un percorso strutturato che lo accompagna dalla decisione di operarsi fino al completo recupero post-operatorio. Presso Jacini Medical ci impegniamo a rendere questo percorso il più semplice, chiaro e rassicurante possibile.

Dopo la visita chirurgica in cui viene posta l'indicazione all'intervento, il paziente riceve tutte le informazioni necessarie per prepararsi all'intervento. Viene fornito un consenso informato dettagliato che spiega in cosa consiste l'intervento, quali sono i rischi e le possibili complicanze, quali alternative terapeutiche esistono. Il paziente ha tutto il tempo necessario per leggere il consenso, discuterlo con i familiari, porre ulteriori domande al chirurgo, e decidere consapevolmente se procedere con l'intervento.

Vengono prescritti gli esami pre-operatori necessari: esami del sangue completi, elettrocardiogramma, radiografia del torace, eventuali altri accertamenti specifici in base all'intervento programmato e alle condizioni generali del paziente. Il paziente deve anche sottoporsi a una visita anestesiologica pre-operatoria durante la quale l'anestesista valuta l'idoneità all'anestesia, raccoglie informazioni su allergie a farmaci, malattie concomitanti, farmaci assunti, e spiega il tipo di anestesia che verrà praticato.

Il chirurgo fornisce indicazioni su come prepararsi all'intervento: quando sospendere l'eventuale terapia anticoagulante o antiaggregante, quando iniziare il digiuno pre-operatorio, se eseguire una preparazione intestinale (per interventi sul colon), quali farmaci continuare ad assumere fino al giorno dell'intervento. Vengono inoltre fornite informazioni pratiche su cosa portare in ospedale, quando presentarsi per il ricovero, a chi affidare eventuali oggetti di valore.

Il giorno dell'intervento, il paziente viene accolto dal personale sanitario, sottoposto alle ultime verifiche pre-operatorie, preparato per la sala operatoria. L'intervento viene eseguito dal chirurgo con la sua équipe. Alla fine dell'intervento, il paziente viene trasferito in sala risveglio dove viene monitorato fino al completo recupero dall'anestesia, e successivamente riportato in reparto.

Il decorso post-operatorio varia a seconda del tipo di intervento. Alcuni interventi permettono la dimissione in giornata (day surgery), altri richiedono un ricovero di 1-2 notti, altri ancora possono richiedere ricoveri più prolungati. Durante il ricovero, il paziente viene seguito dal personale medico e infermieristico, riceve le terapie necessarie (antibiotici, antidolorifici, anticoagulanti profilattici), viene mobilizzato precocemente per prevenire complicanze, riceve indicazioni sulla gestione della ferita chirurgica e sui comportamenti da tenere dopo la dimissione.

Alla dimissione, il paziente riceve una lettera di dimissione che riassume il ricovero, descrive l'intervento eseguito, riporta l'esame istologico (se disponibile), prescrive le terapie da continuare a domicilio, fornisce indicazioni sul regime dietetico e sull'attività fisica, programma i controlli post-operatori. Vengono inoltre forniti i contatti del chirurgo o del reparto da contattare in caso di problemi o dubbi nel periodo post-operatorio.

Il follow-up post-operatorio prevede generalmente una medicazione dopo pochi giorni dall'intervento (quando presente un drenaggio, questo viene rimosso), la rimozione dei punti di sutura dopo 7-14 giorni (quando non vengono utilizzate suture riassorbibili), e una visita di controllo a distanza di 1-2 mesi dall'intervento per valutare la guarigione della ferita e l'esito istologico definitivo.

La prevenzione delle patologie chirurgiche

Molte patologie che richiedono trattamento chirurgico possono essere prevenute o diagnosticate precocemente attraverso stili di vita salutari e programmi di screening. La prevenzione rappresenta sempre l'approccio migliore: è molto meglio prevenire una malattia che doverla curare, anche quando le cure sono efficaci.

Per prevenire le ernie addominali è importante mantenere un peso corporeo adeguato (l'obesità aumenta la pressione addominale favorendo la formazione di ernie), evitare sforzi eccessivi o sollevamento di pesi molto pesanti, trattare la stitichezza cronica (lo sforzo durante l'evacuazione aumenta la pressione addominale), trattare la tosse cronica, rafforzare la muscolatura addominale con esercizi appropriati.

Per prevenire la calcolosi biliare è consigliabile mantenere un peso corporeo normale (sia l'obesità che il dimagrimento rapido favoriscono la formazione di calcoli), seguire una dieta equilibrata ricca di fibre e povera di grassi saturi, praticare attività fisica regolare, evitare digiuni prolungati. Le donne in sovrappeso che assumono terapia estrogenica (pillola contraccettiva, terapia ormonale sostitutiva) hanno un rischio aumentato di calcoli biliari.

Le emorroidi possono essere prevenute o il loro peggioramento può essere rallentato attraverso una dieta ricca di fibre (frutta, verdura, cereali integrali, legumi) che rende le feci più morbide e facilita l'evacuazione, un'adeguata idratazione (bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno), l'evitare la stitichezza e lo sforzo eccessivo durante la defecazione, la pratica di regolare attività fisica, l'evitare la stazione seduta prolungata.

Le patologie tiroidee hanno spesso una componente genetica importante, ma l'assunzione di sale iodato (in Italia, dove la carenza iodica era storicamente un problema, l'uso di sale iodato ha ridotto significativamente l'incidenza del gozzo) e i controlli periodici con esami del sangue (TSH, ecografia tiroidea quando indicata) permettono di diagnosticare precocemente disfunzioni tiroidee e noduli.

La prevenzione del tumore della mammella si basa su: mantenimento di un peso corporeo normale, allattamento al seno (che riduce il rischio di tumore mammario), limitazione del consumo di alcol, attività fisica regolare, dieta ricca di frutta e verdura. Fondamentale è la partecipazione ai programmi di screening mammografico che permettono di diagnosticare tumori in fase iniziale quando sono ancora completamente curabili.

La prevenzione del tumore del colon-retto si basa su: dieta ricca di fibre e povera di carni rosse e lavorate, mantenimento di un peso corporeo normale, limitazione del consumo di alcol, abolizione del fumo, attività fisica regolare. Fondamentale è la partecipazione ai programmi di screening (ricerca di sangue occulto nelle feci, colonscopia) che permettono di identificare e rimuovere i polipi intestinali prima che evolvano in tumore.

Quando la chirurgia non è necessaria: approcci conservativi

È importante sottolineare che non tutte le patologie di interesse chirurgico richiedono necessariamente un intervento chirurgico. In molti casi, approcci conservativi possono essere efficaci e rappresentare la prima scelta terapeutica.

Piccole ernie inguinali asintomatiche o minimamente sintomatiche in pazienti anziani con alto rischio chirurgico possono essere gestite con semplice osservazione e utilizzo di un cinto erniario, rimandando l'intervento chirurgico a quando e se i sintomi dovessero peggiorare. Calcoli biliari completamente asintomatici scoperti casualmente non richiedono intervento chirurgico e vengono semplicemente monitorati nel tempo.

Emorroidi di primo e secondo grado rispondono generalmente bene alla terapia medica e alle modifiche dello stile di vita, evitando nella maggior parte dei casi la necessità di intervento chirurgico. Piccoli noduli tiroidei benigni all'agoaspirato vengono seguiti con controlli ecografici periodici senza necessità di intervento, a meno che non crescano significativamente di dimensioni.

Piccole lesioni dei tessuti molli completamente benigne e asintomatiche possono essere semplicemente osservate senza necessità di asportazione, che viene riservata ai casi in cui la lesione cresca, diventi sintomatica o il paziente desideri rimuoverla per motivi estetici.

Il nostro impegno per la vostra salute

Jacini Medical si impegna ogni giorno a offrire un servizio di medicina specialistica chirurgica di eccellenza, caratterizzato da competenza professionale, approccio personalizzato, informazione completa e trasparente, tempi di attesa ridotti e un'attenzione costante al benessere del paziente. Crediamo fermamente che ogni persona abbia il diritto di ricevere cure di qualità erogate con rispetto, dignità e dedizione.

Il nostro obiettivo non è semplicemente quello di eseguire interventi chirurgici, ma di accompagnare il paziente in un percorso di cura che tenga conto di tutti gli aspetti della sua condizione: medici, psicologici, sociali. Vogliamo essere il vostro partner nella gestione della salute, fornendo non solo competenza tecnica ma anche ascolto, comprensione, supporto.

La decisione di sottoporsi a un intervento chirurgico è sempre importante e deve essere presa in modo consapevole. Il nostro compito è fornirvi tutte le informazioni necessarie per comprendere la vostra condizione, le opzioni disponibili, i benefici e i rischi di ciascuna scelta, in modo che possiate decidere serenamente, insieme al vostro chirurgo, il percorso più adatto a voi.

Come prenotare una visita chirurgica presso Jacini Medical

Prenotare una visita chirurgica specialistica presso il nostro centro è semplice e veloce. Potete contattare la nostra segreteria telefonica negli orari di apertura, oppure inviarci una richiesta tramite il modulo di contatto presente sul nostro sito web. Il nostro personale amministrativo è sempre disponibile a fornire informazioni sulle prestazioni offerte, sui costi e sulle modalità di accesso.

Cerchiamo di offrire appuntamenti in tempi brevi, compatibilmente con l'urgenza della problematica clinica. Per le situazioni che richiedono una valutazione urgente, facciamo del nostro meglio per trovare una soluzione in tempi rapidi.

Prima della visita, è utile portare con sé tutta la documentazione clinica disponibile: esami del sangue recenti, ecografie, TAC, risonanze magnetiche, endoscopie, referti istologici precedenti, lettere di dimissione di eventuali ricoveri, lista dei farmaci attualmente assunti. Queste informazioni aiutano il chirurgo a ricostruire con precisione la vostra storia clinica e a orientare meglio la valutazione.

Non è necessario essere a digiuno per la visita chirurgica generale, a meno che non siano programmati esami particolari che lo richiedano (in questo caso verrete avvisati al momento della prenotazione). Continuate ad assumere regolarmente i vostri farmaci abituali.

La vostra fiducia è il nostro obiettivo

La fiducia che i pazienti ripongono in noi è il riconoscimento più importante e prezioso del nostro lavoro. Ci impegniamo ogni giorno per meritarla, offrendo prestazioni sanitarie di qualità in un ambiente professionale, accogliente e rispettoso, dove la persona viene sempre messa al centro.

Sappiamo che rivolgersi a un chirurgo può generare ansia e preoccupazione. Il nostro obiettivo è accompagnarvi in questo percorso con competenza, umanità e trasparenza, fornendovi tutte le informazioni necessarie per affrontare la vostra situazione con serenità e consapevolezza.

Per informazioni, prenotazioni o per qualsiasi domanda riguardante i nostri servizi di medicina specialistica chirurgica, non esitate a contattarci. Saremo lieti di assistervi e di prenderci cura della vostra salute.

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